«Bisogna vivere la FFM»
- emf26 Ressort Kommunikation
- 11 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min

Cosa pensa della Festa Federale di Musica un direttore? A Biel/Bienne, Emile Sanglard dirigerà la società bandistica di Alle e suonerà nella fanfara L’Ancienne di Cornol. Una conversazione su concorsi, pezzi imposti e sedi future.
Interview: Theo Martin
Che significato ha per lei, personalmente, la Festa Federale di Musica?
Per me è un appuntamento da non perdere. È importante per le società.
Cosa si aspetta da Biel/Bienne 2026?
Sono molto felice di avere in vista una Festa. La mia prima «Federale» è stata a San Gallo: ricordo bene l’intergenerazionalità della manifestazione. Personalmente, come direttore, ho occasione di riflettere sulla strategia per preparare nel modo migliore la mia società bandistica a un simile evento.
Cos’è il bello del partecipare a un concorso?
Le società si preparano intensamente e progrediscono di conseguenza; si tratta di una fase importante. Fanno progressi e ne risultano rafforzati.
E come direttore?
La sfida più grande è il pezzo imposto. Si deve preparare rapidamente un brano sconosciuto, arrangiarne delle parti e renderlo così più semplice per la società. In questo modo è possibile fare le prove con efficienza. È anche entusiasmante studiare un pezzo che non abbiamo scelto noi.
Quale crede sia il futuro dei festival come questo?
Trovare degli organizzatori diventa sempre più complicato. Ci saranno sempre dei partecipanti, ma occorrono investimenti, competenze e tecnologia. Il rischio personale è elevato, ma è importante che continuino a esistere. Inoltre, la Festa Federale di Musica è rilevante per il repertorio.
Ha un messaggio personale per il pubblico e i partecipanti?
Semplicemente, bisogna andare a Biel/Bienne, anche se non vi si partecipa attivamente. La FFM sarà entusiasmante, motivante, impressionante e piena di qualità. Bisogna viverla. Tutte le società che non vi suonano devono assolutamente ascoltare le esecuzioni dei partecipanti.


